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sabato 12 luglio 2014

Preoccupanti sbandamenti verso Scientology

Preoccupanti sbandamenti verso Scientology 


(update 16:45)
giovedì 13 agosto 2009













 Articolo aggiornato dalla stesura originale



Mesi fa mi avevano dato del visionario (a me, sì.. ehehehe). Avevo detto che molte delle azioni e pensieri del comitato e dei suoi esponenti ed affiliati (qui, qui e qui) mi ricordavano tremendamente uno dei maggiori pericoli per l'umanità ad oggi: la chiesa di Scientology.

Oggi leggo un articolo che Straker Enemy riporta dal blog di Corrado Penna, uno dei massimi esponenti italiani del movimento che supporta la teoria delle scie chimiche e che affianca sempre le conferenze del comitato Tanker Enemy di Rosario e Antonio Marcianò. L'articolo riporta una proposta che viene fatta negli Stati Uniti di rendere disponibile a tutte le neo mamme un supporto morale e farmacologico (quando necessario) per combattere lo squilibrio chimico post parto, noto come "depressione post parto". Hanmar ha già sviscerato benissimo nel suo blog le incongruenze che a quanto pare Penna non nota o semplicemente avalla senza problemi.

Più precisamente l'unica associazione che vuole ostacolare questa cosa è la Children & Adults Against Drugging America che è collegata a Scientology tramite Unite for Life (citato nell'articolo ed una delle principali

organizzazioni di coordinamento) e il CCHR (Citizens Commission on Human Rights, dove i cittadini proprio non hanno voce in capitolo..), creato dallo stesso Hubbard nel 1969 (ecco un interessante documento in inglese che spiega le relazioni).

Lo stesso sito che Penna cita come fonte (medicinenon) ricorda molto uno dei primi tentativi di Scientology di contrastare la psichiatria (il tutto nasce dai problemi personali di Hubbard) nei confronti delle persone con dipendenze, il Narconon.

E' da notare come un NWO, se esiste, sicuramente non è una emanazione governativa quanto piuttosto una organizzazione antigovernativa, e lo dimostra anche quanto fatto da Scientology negli anni '70 con il tentativo di infiltrazione nell'establishment mondiale.

Spiare, tenere sotto controllo, le tecniche che Ron Hubbard considerava primarie per la sopravvivenza della sua struttura... a me ricorda tanto qualcuno.

Per maggiori informazioni vi consiglio Allarme Scientology.







 Sincerely yours
Howling Mad

Aggiornamento 16:45

Mi hanno inviato via email un link di un discorso di Miscavige, capo di Scientology, che spiega la loro "guerra contro gli psichiatri" in cui spiega come CCHR sia organizzata per "distruggere la carriera" di psichiatri e gongola dicendo che "gli ci vogliono 7 anni di studio per ottenere la licenza e noi ne abbiamo fatte perdere 21 solo nell'ultima settimana". Ovviamente anche loro

vogliono salvare il mondo. Certo che della gente che crede che un extraterrestre cattivo ha lanciato sulla terra con degli aerei della morte (ancora analogie) degli spiriti alieni che noi dobbiamo pagare per toglierci di dosso così loro possono reincarnarsi e che fatto questo avremo poteri come la telecinesi (ma se non capita dobbiamo ricomprare il corso) ed essere liberi... insomma posso capire perchè questa gente ha paura degli psichiatri... cucuuuuuuuuuu'.

mercoledì 9 luglio 2014

LA DRAMMATIZZAZIONE ICONICA: L’ESPERIENZA DEL “GRUPPO DELLE SABBIE” IN COMUNITÀ TERAPEUTICA Anno 14, n. 58, Giugno 2014


                                                                                                                                                        


LA DRAMMATIZZAZIONE ICONICA:
L’ESPERIENZA DEL “GRUPPO DELLE SABBIE” IN COMUNITÀ TERAPEUTICA

Anno 14, n. 58, Giugno 2014
Luca Freiria




 Terapia di Comunità
www.terapiadicomunita.org
Rivista ufficiale della Comunità Terapeutica
IL PORTO onlus              www.ilporto.org
Via Petrarca 18 - 10024 Moncalieri(TO)


  



                                                     
                                                                                                             
LA DRAMMATIZZAZIONE ICONICA:
L’ESPERIENZA DEL “GRUPPO DELLE SABBIE” IN COMUNITÀ TERAPEUTICA

Anno
14, n. 58, Giugno 2014
Luca
Freiria


Note
biografiche sull’autore in calce all’articolo
.

                                                        
                                                                                                             


Processo ad operatori della coop Lilium: basta menzogne, ecco perché è venuto da noi il giovane accusatore.

Processo ad operatori della coop Lilium: basta menzogne, ecco perché è venuto da noi  il giovane accusatore.


In merito ad alcuni articoli
apparsi sulla stampa abruzzese lunedì 7 luglio vogliamo qui di seguito
denunciare gravi inesattezze e raccontare la versione dei fatti che spiegheremo
dettagliatamente nelle Aule di Giustizia.

La storia clinica del giovane accusatore:
Il giovane, cui fanno riferimento
gli articoli apparsi su alcuni quotidiani locali il lun 7 luglio 2014, viene
ricoverato presso il reparto di
Pediatria dell’Ospedale “Z.Poma” di Mantova in data 7 aprile 2007.
A seguito di un provvedimento
urgente del T.M. di Brescia  su stessa
richiesta dei genitori – viene disposto l’inserimento del giovane in idonea
comunità terapeutica.  Dopo solo una
settimana dall’inserimento il minore presentava crisi di agitazione
psicomotoria con eteroaggressività (tentativo di strangolamento di un altro
ospite e nei giorni successivi tentativo di accoltellamento di un operatore)
tale da comportarne il ricovero presso il Reparto di Neuropsichiatria Infantile
di Monza.
Viene dimesso con diagnosi “Agìti
eterolesivi con Disturbo di Personalità Borderline e Disturbo della Condotta”.
Hanno fatto seguito alcuni inserimenti comunitari però falliti. Prima di
entrare alla LILIUM  si trova ricoverato
presso l’SPDC dell’Ospedale “Z. Poma” di Mantova.
Ecco
cosa scriveva la stessa responsabile del SPDC al Tribunale dei Minori di
Brescia a proposito del minore in questione: «dal giorno 7 settembre inizia ad
essere teso, più oppositivo e
minaccioso
nei confronti degli ospiti, specie i più fragili ed anche nei confronti degli
operatori. Da questa data inizia l'escalation di aggressività: pugni e calci
agli ospiti ("perché non gli piacevano"),
fughe dal reparto e dal circuito dell'ospedale con
attraversamento di strade ad alta intensità di
traffico senza alcuna prudenza. In occasione di
una fuga, rincorso da due operatori, li ha assaliti con
pugni e calci sferrati con forza brutale, tanto
che si è dovuto ricorrere alle forze dell'ordine per farlo
rientrare. Vista la violenza dell'agito, la
guardia giurata di servizio all'Ospedale è scappata, invitando la scrivente a
chiamare urgentemente il 112. In reparto nonostante le alte dosi di
psicofarmaci ha iniziato ad aggredire con pugni
altri utenti ed infermieri. Cinque infermieri hanno
riportato contusioni e distorsioni tanto da dover ricorrere al Pronto
Soccorso».
Dopo la richiesta
del servizio di Mantova n
el mese di ottobre 2009 il giovane
faceva il suo ingresso presso la nostra Comunità Nostos (comunità della Lilium).
Il ragazzo rimane tre anni nelle nostre strutture, anche dopo il raggiungimento
della maggiore età, anche dopo che gli enti preposti chiedono le sua dimissione
proprio per motivi anagrafici.
È proprio dietro sua richiesta
che l’amministrazione della ASL di provenienza lo fa rimanere un altro anno!

Le affermazioni relative alle dichiarazioni degli agenti interrogati:
L’altra grave inesattezza
riguarda ciò che è riportato in merito alla versione riferite ad  agenti
della polizia giudiziaria
della
squadra mobile. Questi non hanno confermato
tutte le accuse limitandosi e dichiarare di avere verbalizzato le denunce dei
ragazzi.


Le accuse del giovane:
Per quanto riguarda le accuse che
il giovane ci rivolge, ci sentiamo sereni e certi di potere chiarire in modo
molto dettagliato e puntuale, come già fatto in passato, la piena
correttezza  e la legitimità.
                         

L’Interrogazione Parlamentare:
A proposito invece dell’Interrogazione
Parlamentare che ha avuto per oggetto questa vicenda osserviamo con tristezza
la scarsa capacità che alle volte colpisce anche chi è in buona fede di
selezionare fonti attendibili e di ricostruire i fatti con lucidità. È proprio
questo che chiediamo a gran voce e che riteniamo di avere il diritto di esigere
anche in relazione al delicato compito che ci è affidato.
La Lilium si occupa di recuperare
a una vita normale – per quanto possibile e a seconda dei casi – ragazzi di età
compresa tra 14 e 18 anni affetti da gravi patologie psichiatriche. Tale
recupero viene effettuato
attraverso il coinvolgimento dei ragazzi in vari tipi
di attività, che vanno dalla musicoterapia, alla danza terapia,
all’ippoterapia, al laboratorio teatrale o manuale, il tutto sotto la guida e
la supervisione di uno staff qualificato, composto da medici, psichiatri,
psicoterapeuti ed educatori nelle varie discipline. Non è un lavoro facile,
quello di chi opera all’interno di Lilium! A volte il personale stesso è stato
vittima di aggressioni da parte di pazienti in preda a una crisi. I soggetti
trattati dalla struttura sono spesso assegnati a essa dai servizi sociali dei
luoghi di provenienza dei ragazzi, momentaneamente allontanati dalle famiglie
perché queste non hanno né gli strumenti, né la forza per aiutare i propri
figli in difficoltà.

In situazioni così delicate ed
alle volte drammatiche interveniamo noi, con professionalità ed esperienza. Mai
abbiamo dimenticato l’amore per questo lavoro che è anche un compito delicato e
complesso, mai ci siamo pentiti di aver dedicato la nostra vita alla tutela dei
minori con forti disagi e patologie psichiatriche ma ora chiediamo che i
giudizi superficiali e falsi che così a fondo hanno colpito noi, il nostro
lavoro e le nostre famiglie lascino spazio ad una giusta ed equa valutazione
dei fatti.


E ciò  tanto più da l’esperienza recente da un altra
simili  vicende , come quelle riguardante
le accuse e la incriminazione  di
dipendenti e dirigenti della CEARPES per ipotesi di maltrattamenti ed altri reati
nei confronti dei ragazzi ospitati nella stessa struttura. Le stesse si sono  risolte dopo nove anni di processa con la
totale loro assoluzione per inesistenza dei fatti  accertate e
sentenziate dal Tribunale penale di Chieti.


Questi avvenimenti
dovrebbero rendere più edotti e consapevoli i media dei gravissimi ed
irreparabili danni di notizie frettolose ed inesatte ed non adeguatamente
accertate e verificate , quali quelle giornalistiche in commento ,  anche mediante l’audizione e l’interlocuzione
dei responsabili della struttura ospitante possono produrre.