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sabato 29 ottobre 2016

ALI 2017 AUTORITA’ LEADERSHIP E INNOVAZIONE

Caro lettore abbiamo il piacere di invitarla a partecipare a

ALI 2017 AUTORITA’ LEADERSHIP E INNOVAZIONE









ALI 2017 AUTORITA’ LEADERSHIP E INNOVAZIONE
20° Group Relations Conference Internazionale in Italia
2a Conference focalizzata sul Mediterraneo
organizzata da Il Nodo Group
con la sponsorship di Ofek (Israele)SPI (Società Psicoanalitica Italiana) e Innova (Spagna). 
16-19 marzo 2017, Terrasini, Palermo


Questa è la 20° Group Relations Conference Internazionale organizzata in Italia, a dimostrazione della continuità e longevità di un modello formativo e scientifico rispondente ai bisogni, sempre più attuali, di comprensione delle dinamiche organizzative e sviluppo del proprio ruolo professionale.

La Conference è un’organizzazione temporanea finalizzata all’esplorazione e all’apprendimento dall’esperienza dei processi consci e inconsci delle dinamiche di gruppo che si manifestano nel “qui e ora”, quando autorità e leadership vengono esercitate.

La partecipazione alla Conference è utile per chi lavora in contesti aziendali, nei servizi pubblici ed è interessato a comprendere, gestire e migliorare le dinamiche organizzative e gruppali nell’ambito di situazioni complesse e vuole incrementare la propria efficacia nell’affrontarle.

Quest’anno il focus è rivolto al Mediterraneo, come matrice comune di molti paesi e culture, come luogo di raccolta o contenitore di molte delle dinamiche individuali, gruppali e sociali che possiamo osservare oggi nella vita delle organizzazioni, nelle aziende, nelle culture, nelle società e nei rapporti tra nazioni.

Staff:
Luca Mingarelli:        Direttore
Yossy Triest:              Vice direttore, direttore T Group
Giovanni Foresti:      Vicedirettore
Francesco Noseda:   Amministratore
Elisa Bertana:            Amministratore Associato


Consulenti scelti tra:
Giada Boldetti
Luisa Diana Brunner
Carla Cremonesi
Matthieu Daum
Franca Fubini
Amra Salem Rao
Alfredo Venziale

Consulente interprete:
Hanna Fisher

Segnaliamo che ci saranno massimo 12 posti riservati al Traning Group per chi ha già partecipato a due GRC

Quest'anno per la prima volta ALI sarà in Sicilia, iscrizioni a costo agevolato fino al 16 gennaio 2016.

Per ulteriori informazioni o richiedere la brochure: ali@ilnodogroup.it
- Visita il sito
- Scarica la brochure a questo link
- Iscriviti on line

Vi aspettiamo in Sicilia dal 16 al 19  Marzo 2017,  per condividere insieme a voi questa straordinaria esperienza.

Francesco Noseda Amministratore ALI 2017
Elisa Bertana Amministratore Associato ALI 2017

*********************

Dear Reader, we are pleased to invite you at:

ALI 2017 AUTHORITY LEADERSHIP AND INNOVATION
20th International Group Relations Conference in Italy
2nd Conference focused on the Mediterranean

Sponsored by “Il Nodo Group” in collaboration with Ofek (Israel), SPI (Italian Psychoanalytic Society), Innova (Spain)
16th - 19th MARCH 2017
Hotel Perla del Golfo - Terrasini, PALERMO - Sicily

This is the 20th International Group Relations Conference in Italy, demonstrating the continuity and longevity of professional training and scientific model that responds to the needs of understanding of organizational dynamics and development of their professional role.

Taking part in Group Relations Conference can be particularly useful for those who work in business organizations, public services and not-for-profit organizations, for those who are interested in understanding and managing organizations and group dynamics within complex situations and want to enhance their competence and effectiveness in dealing with them.

In this edition the FOCUS is on the Mediterranean as a matrix for many countries and cultures, as a receptacle or a container for some of the current group and societal dynamics, apparent in organizational life, business, culture, society within and across nations.

Staff:
Luca Mingarelli:                    Director
Yossy Triest:                         Associate Director, Training Group’s director
Giovanni Foresti:                 Associate Director
Francesco Noseda:               Administrator
Elisa Bertana:                        Associate Administrator


Consultant Staff will be drawn from the following list
Giada Boldetti
Luisa Diana Brunner
Carla Cremonesi
Matthieu Daum
Franca Fubini
Amra Salem Rao
Alfredo Venziale

Consultant Interpreter:
Hanna Fisher

This version of our conference includes a Training group of maximum 12 (Tg) for those who have already participated in at least two or more Conferences

For the first time the conference will be in SICILY.
Early bird fee until January, 16, 2016.

For any informations or receive the leaflet please write to: ali@ilnodogroup.it

- Visit the site
- Download the leaflet
- On line Application form

Looking forward to see you in SICILY

Francesco Noseda    Administrator GRC ALI 2017
Elisa Bertana             Associate Administrator GRC ALI 2017

mercoledì 27 luglio 2016

Educazione sessuale: sessualità infantile e pubertà

Educazione sessuale: sessualità infantile e pubertà 

Posted by Dott.ssa Alessia Fistola











 http://www.labottegadellopsicologo.it/2016/03/21/educazione-sessuale/

Educazione sessuale: perché è così importante parlare di sessualità ai figli.

Quando si parla di educazione sessuale ai bambini e agli adolescenti,
gli adulti storcono sempre un po’ il naso, preoccupati che questo possa
incentivare un avvicinamento precoce al sesso, procurare traumi e
offendere la loro innocenza.

Ci si preoccupa sempre che sia troppo presto per parlare di sessualità ai bambini,
ma i dati indicano tutt’altro: oggi sono sempre più i ragazzini che
entrano in contatto con immagini e video pornografici, facilitati
dall’accesso a internet tramite pc e smartphone.

Educazione sessuale per bambini: di cosa si tratta?

Educazione sessuale
non vuol dire solo scoperta dei genitali, ma è anche educazione alla
fisiologia del nostro corpo, riflessione sull’importanza del rispetto
per il corpo altrui ed educazione agli affetti e ai sentimenti.

Un
percorso di educazione sessuale svolto già dalla scuola primaria,
consente ai bambini di poter avere tutte le informazioni necessarie e
adeguate in base al loro livello di sviluppo. Un adolescente che abbia già avuto modo di confrontarsi con i propri genitori su cosa sia il sesso e i rischi di un’attività sessuale precoce, ha meno possibilità di ritrovarsi in situazioni spiacevoli.

Per questo motivo, prima si instaura con i bambini un dialogo sull’amore e la corporeità,
prima si previene la possibilità che possa cercare fuori delle risposte
ai propri dubbi. Purtroppo oggi molte di queste curiosità vengono
soddisfatte attraverso la ricerca su internet, finendo spesso con il visualizzare contenuti su siti pornografici dove, senza nessun controllo, chiunque può accedere a filmati spinti.

Il
forte rischio di questo fenomeno, che si sta diffondendo a macchia
d’olio, è che i bambini e gli adolescenti crescano con l’idea di una sessualità violenta e pornografica, dove la donna è puro oggetto di piacere che deve sottostare ai bisogni dell’uomo.

Qualunque
genitore che ritenga eccessiva e fuori luogo l’educazione sessuale
nelle scuole, dovrà pertanto riconsiderare la sua opinione considerando
che oggi molti bambini a 10-11 anni hanno già visualizzato materiale pornografico on line, esponendosi al rischio di serie e gravi traumatizzazioni.

Ne parla bene anche lo psicoterapeuta Alberto Pellai, nel suo manuale Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di internet, che vi consiglio assolutamente di leggere per avere un quadro reale della situazione attuale.

La sessualità infantile

I bambini sin dalla nascita sono esseri sessuati
e prendono presto contatto con i loro genitali. Quante volte ti è
capitato di osservare il tuo bambino toccarsi le parti intime, mentre
gli cambiavi il pannolino? E’ del tutto normale, fa parte della comune
esplorazione del proprio corpo. Vediamo adesso come cambia la sessualità infantile con la crescita fino all’arrivo della pubertà:

  • 2/3 anni: i bambini entrano nella cosiddetta fase genitale, periodo
    in cui compare il gioco genitale. Il bambino inizia l’auto-stimolazione
    e l’esplorazione dei propri genitali, con lo scopo di calmarsi e
    procurarsi delle sensazioni piacevoli. La masturbazione infantile
    non va in alcun modo repressa, in quanto la sua funzione è quella di
    migliorare la conoscenza del proprio corpo. Al contrario punire il
    bambino produrrà solo senso di colpa e vergogna, portando a  maturare
    l’idea che la sessualità sia qualcosa di pericoloso e riprovevole. In
    questa fase iniziano anche le prime domande agli adulti.
    Spesso i genitori si trovano impreparati ed evitano di parlare di
    sessualità. I bambini stanno gettando le basi per la costruzione della
    loro identità e imparano la differenza tra maschi e femmine, processo fondamentale per la costruzione dell’identità di genere.
  • 4/6 anni: si acquisiscono le norme sociali, imparano che l’intimità è qualcosa di privato e che non è corretto spogliarsi in pubblico. E’ sempre in questa fase che compare il “gioco del dottore“:
    i bambini sono curiosi di conoscere il corpo dei loro amichetti, anche
    di sesso opposto, ma capiscono che è un gioco che va fatto di nascosto
    perché gli adulti non approverebbero. Inizia anche il periodo delle parolacce e delle barzellette spinte. A
    scuola si confrontano con i coetanei per ottenere le risposte che
    spesso non hanno dagli adulti. Acquisiscono anche i ruoli di genere,
    comprendendo i comportamenti tipici dell’essere maschio e dell’essere
    femmina.
  • 7 /9 anni: i bambini a quest’età iniziano a sviluppare imbarazzo e vergogna
    per i propri genitali e diminuiscono le loro domande sul sesso ai
     genitori e agli adulti, intuendo che in pubblico non si può parlare di
    questi argomenti. Quando sono in gruppo sono spinti dal desiderio di
    dimostrare di essere esperti sul mondo degli adulti e quindi sul sesso.
    Di frequente parleranno di sesso utilizzando termini impropri o
    raccontando aneddoti ascoltati da altri più grandi.
Leggi anche: Come nascono i bambini? La gravidanza spiegata a tuo figlio

Adolescenza e sessualità: lo sviluppo puberale

Dai 10 anni in poi inizia lo sviluppo puberale, in tempi variabili da soggetto a soggetto.

  • 10/11 anni: si entra nella pre-pubertà. Iniziano i primi cambiamenti a livello fisico, aumenta il forte interesse per la sessualità degli adulti e si cercano informazioni attraverso internet,
    con gli smartphone e il computer. Avvengono anche i primi approcci con
    il sesso opposto, ma in modo molto velato e ingenuo, come tenersi per
    mano insieme.
  • 12-13 anni: in questo lasso di tempo generalmente si entra a pieno nella pubertà.
    Avviene la maturità sessuale, determinata per i maschietti dalla prima
    eiaculazione e per le femminucce dalla prima mestruazione (menarca). Si
    sviluppa un’immagine di sè sessualizzata e questo provoca generalmente
    forte imbarazzo e timore di non essere all’altezza. Sono frequenti i
    paragoni e confronti con i coetanei rispetto alla propria altezza o allo
    sviluppo delle proprie forme. Si definisce l’orientamento sessuale
    (attrazione sessuale verso l’altro) ed aumenta la masturbazione. E’
    questa la fase in cui compaiono le prime cotte e i primi innamoramenti,
    che portano ad una prima intimità tra gli adolescenti, fatta di baci e
    carezze.
Pensare di tenere i figli all’oscuro di tutto
questo, soprattutto tenendo conto dei cambiamenti fisici che dovranno
affrontare durante la pubertà, è pura utopia. Per questo, per una buona e
corretta prevenzione, è necessario stabilire un rapporto di fiducia sin da piccoli, dando ai propri figli la certezza di essere presenti e disponibili per soddisfare ogni curiosità.







Le fiabe sulla sessualità (di L.Salvai)


ome / (...) / Le fiabe sulla sessualità (di L.Salvai)






La nostra vita è caratterizzata da
una naturale attrazione verso le storie ed è essa stessa una storia,
diversa da tutte le altre. Fin da piccoli apprezziamo il valore
semantico della narrazione, pensiamo ad esempio a quando eravamo bambini
e chiedevamo agli adulti di raccontarci una favola prima di andare a
dormire. Noi tutti usiamo continuamente la narrazione per raccontare, raccontarci,






apprendere dagli altri e dalle loro storie. Ogni
giorno costruiamo insieme racconti e trame e sentiamo il bisogno di
condividere le nostre esperienze con qualcuno, di arricchire i nostri
racconti attraverso lo sguardo di un altro
, sia esso un famigliare, un collega, un partner, un amico.


Io stessa, come professionista, uso il
metodo narrativo per parlare di sessualità con le persone, perché é
importante usare le storie per educare. Le storie emozionano, mentre il
passaggio di informazioni non è sufficiente per apprendere (spesso,
infatti, non si fa quello che si sa).
A volte, però, le persone ci raccontano
delle fiabe distorte, per perseguire scopi non sempre positivi,
sfruttando l’ignoranza come “non conoscenza” delle persone, manipolando
teorie scientifiche, concetti psicologici ed etici per scopi ideologici o
di potere. La manipolazione dell’informazione non è
certo cosa nuova, esisteva ancora prima che esistessero i mezzi di
comunicazione odierni. Per rimanere nell’attualità, pensiamo, invece, ad
esempio, a come alcune notizie di cronaca vengano pilotate o poste in
evidenza per avvallare determinate linee di pensiero (es.marketing
politico).
È quello che è successo con la creazione
di quelle che chiamerò, simbolicamente, “le fiabe sul gender”, che
sfruttano la paura delle persone per supportare ideologie e stereotipi
culturali negativi.
Le fiabe hanno
solitamente uno scopo formativo e di crescita e rappresentano le diverse
fasi e sfide della vita. In passato erano rivolte agli adulti e solo
successivamente anche ai bambini. Sono utili per non farli sentire soli
nelle loro difficoltà evolutive. Le fiabe della tradizione utilizzano di
solito personaggi fantastici come fate, orchi, streghe e giganti e
presentano un mondo fatto di bene e di male, di buoni e di cattivi. In
genere hanno un lieto fine.
Anche “le fiabe sul gender” (ricordo, un
termine che non esiste e uso solo per semplificare lo sviluppo di
questa riflessione) raccontano le gesta di personaggi fantastici e
inesistenti (es.presunti formatori traumatizzanti e persuasori
“omosessualizzanti” nocivi per la crescita sana dei minori); sono
rivolte prevalentemente agli adulti, facendo leva, però, sul loro senso
protettivo verso i più piccoli. Queste fiabe presentano ciò che è bene
(ad esempio, le linee guida dell’OMS per l’educazione sessuale, che
vedremo nello specifico a breve) come male e i “buoni” diventano
“cattivi”. Le “fiabe sul gender” non hanno un lieto fine: portano al
mantenimento di stereotipi culturali negativi e relative conseguenze, 
al boicottaggio educativo,  e impediscono un’evoluzione verso una
cultura del rispetto della variabilità umana.
Tornando agli “Standard per l’educazione sessuale in Europa” dell’OMS
da poco citati, cerchiamo di capirne gli scopi principali. Secondo
l’OMS l’educazione sessuale è vista sotto la prospettiva dei diritti
umani: le persone hanno il diritto di conoscere la sessualità e il
diritto all’autodeterminazione nelle questioni legate alla sessualità.
Per questi motivi è importante che l’educazione sessuale abbia inizio in
età precoce. Spesso quando pensiamo all’educazione sessuale, pensiamo
erroneamente alla sessualità adulta e questo ci spaventa, ma uno dei
principi cardine dell’educazione sessuale è che questa deve essere
svolta sempre tenendo conto dello stadio di sviluppo fisico ed emotivo
della persona. Quindi, con i bambini, ogni argomento verrà trattato nel
modo più adeguato alla loro età. Ciascun argomento proposto dall’OMS
nelle sue linee guida, verrà affrontato gradualmente e rivisitato e
approfondito nel corso degli anni, tenendo conto di questo aspetto
importante.
Ci sono dei grandi vantaggi nell’inizio precoce dell’educazione alla sessualità e all’affettività:
i bambini e le bambine affrontano questi argomenti in modo spontaneo e
semplice, quando sono piccoli, e se avranno già familiarità con essi
troveranno minori difficoltà ad affrontarli al momento della pubertà,
tappa evolutiva più complessa dal punto di vista psicologico e
relazionale.
Il documento dell’OMS non è stato letto
da molti, benché sia disponibile online e facilmente reperibile, primo
perché si rivolge agli “addetti ai lavori” e di conseguenza utilizza un
linguaggio tecnico e non divulgativo, e poi perché è molto lungo. Per
questo motivo i genitori si sono perlopiù affidati alle spiegazioni
riassuntive degli standard, trovate sul web o date durante eventi
pubblici organizzati sul tema. La fonte delle informazioni è
importante per determinare se quanto si legge o sente di un argomento è
attendibile e realistico, ma non è sempre facile distinguere tra le
varie spiegazioni che circolano online e offline.
Per questo, come sessuologa, occupandomi
anche di educazione alla sessualità e all’affettività, sento il dovere
di offrire un punto di vista scientifico a questa questione, per evitare
confusione ed allarmismi e conseguente evitamento dell’esposizione dei
minori a quello che è un importante percorso di apprendimento utile ad
una crescita personale e relazionale sana.
Come sono strutturati gli Standard
promossi dall’OMS? Nel documento sono presenti una serie di schede,
divise per età. Poiché tali schede sono state spesso decontestualizzate,
estrapolandone i contenuti e privandole dei titoli per poi utilizzarle a
prova della loro assoluta “depravazione”, innanzitutto per comprenderle
bene è necessario contestualizzare. Per farlo non bisogna trascurare il
titolo di ogni colonna. Senza il titolo non possiamo capire i
contenuti, e questi possono essere interpretati, appunto, in maniera
fuorviante.

giovedì 30 giugno 2016

Tavistock Centre Course Open day team Open Day: Saturday 9th July 2016




The Tavistock and Portman NHS Foundation Trust


Tavistock Centre Course Open day team Open Day: Saturday 9th July 2016

Open day and open evenings

Visit us before you join us.  Open days and evenings are a great way to gain insight into our courses, as well as meet our staff and current students.
Open day team
We will be hosting an Open Day on Saturday 9th July, from 10am - 2pm.  
The event is free and open to everyone and you are welcome to bring along family or friends.
Registration for the Open Day is encouraged.  Please provide your details on our online booking form and we will send you a programme for the day shortly.
If you cannot join the Open Day, we have a number of course specific open evenings throughout the Autumn - please see details below.

Throughout the year, we hold course specific open evenings where you can meet  course tutors and find out more about how our courses can contribute to your education and professional development.  These evenings are lively and informal and offer the chance to meet our team.  
We will be scheduling some more open evenings in the near future, get in touch to and we will add you to our mailing list.

Get in touch

We appreciate that you may have questions about our courses, application procedure and student support.  We are here to help you at every stage of the student journey so please call or email our student recruitment team today.
London based courses
Tavistock Centre
120 Belsize Lane
London
NW3 5BA
Tel: +44 (0)20 8938 2213 / 2214
Email: Katie Oliver or Rosa Akerman
CPD courses, conferences and events
Tavistock Centre
120 Belsize Lane
London
NW3 5BA
Tel: +44 (0)20 8938 2285
Email: cpdevents@tavi-port.nhs.uk

Courses based outside of London
Please see the individual course pages for full contact details.https://tavistockandportman.nhs.uk/

La rassegna di spettacoli "e...state al Porto" sarà inaugurata venerdì 1 luglio alle ore 21.30


La rassegna di spettacoli "e...state al Porto" sarà inaugurata venerdì 1 luglio alle ore 21.30

comunità Il Porto onlus


Comunità Terapeutica IL PORTO Onlus

Via Petrarca 18 - 10024 Moncalieri (TO)

www.ilporto.org


Gentili Lettori, 
con l’avvicinarsi dell’estate riprendono gli eventi organizzati dal Porto Onlus, ospitati nel parco della nostra Comunità.
La rassegna di spettacoli "e...state al Porto" sarà inaugurata venerdì 1 luglio alle ore 21.30 con il concerto del gruppo Five Tips.
Il Rock 'n Roll degli inizi, fatto di orologi matti e scarpe scamosciate blu, di sillabe senza senso e cuori solitari e scolarette e corse in auto.
Il boogie, il rockabilly, il twist, la musica ingenua ed energica di Chuck Berry, Elvis Presley, Buddy Holly, Little Richard, Jerry Lee Lewis, Eddie Cochran, ma anche dei Beatles e dei Rolling Stones che iniziarono da lì la loro avventura.
La cornice del concerto è una grande pista da ballo a palchetto: tutti i ballerini appassionati del genere o desiderosi di provarci sono invitati. Danzatori già esperti potranno introdurli ai passi essenziali del rock'n'roll.
FIVE TIPS
STEFANO CARRARO: VOCE E ARMONICA
MASSIMO LAJOLO: CHITARRA SOLISTA E VOCE
FRANCO NERVO: CHITARRA E VOCE
UMBERTO CARIOTA: BASSO
SALVO LI VOLSI: BATTERIA

Vi aspettiamo per condividere una serata piacevole venerdì 1 luglio alle ore 21.30, in via Petrarca 18 a Moncalieri (TO).
È possibile scaricare il volantino della rassegna cliccando qui.
Cordialmente,
Metello Corulli
Lo Staff del Porto Onlus

giovedì 23 giugno 2016

Firma perché non chiudano tutti i servizi antiviolenza del Comune di Roma!

Firma perché non chiudano tutti i servizi antiviolenza del Comune di Roma!

 

Per firmare click Qui 

 



Gentilissime/i,
vi inoltriamo il comunicato con
cui Be free cooperativa, ente gestore del Centro antiviolenza "Donatella
Colasanti e Rosaria Lopez", esprime profonda preoccupazione per un
imminente rischio di chiusura non solo del Centro, ma di tutti i servizi
antiviolenza del Comune di Roma. Le motivazioni sono spiegate nel comunicato,
in cui si chiede inoltre una forte presa di posizione non solo dei candidati
sindaci e delle Istituzioni, ma della società civile tutta.
Qui sotto anche il link ad una
petizione lanciata da Be free, che ha già  raggiunto le 2000 firme, contro
la chiusura di questi imprescindibili spazi di ascolto e di liberazione per le
migliaia di donne che negli anni vi si sono rivolte.



Grazie per il vostro sostegno; noi da parte nostra non ci arrendiamo.

Francesca De Masi

Responsabile del Centro antiviolenza del COmune di Roma "Donatella
Colasanti e Rosaria Lopez"



https://www.change.org/p/non-chiudete-tutti-i-servizi-antiviolenza-di-roma-nzingaretti-virginiaraggi-bobogiac-giorgiameloni-alfio-marchini-stefanofassina


Roma 1 giugno 2016


MENTRE il feroce femminicidio di Sara Di Pietrantonio suscita sgomento e dibattito


MENTRE la parte più consapevole della società civile pretende risposte istituzionali adeguate alla gravità ed alla pervasività del fenomeno della violenza di genere


MENTRE partono petizioni per aprire sportelli/centri antiviolenza in ogni Municipio


IL COMUNE DI ROMA VUOLE CHIUDERE LO STORICO CENTRO ANTIVIOLENZA “DONATELLA COLASANTI E ROSARIA LOPEZ” ATTIVO DAL 1997 NEL SOSTEGNO ALLE DONNE VITTIME DI MALTRATTAMENTI CHE VOGLIONO USCIRE DA UNA SITUAZIONE DI VIOLENZA.


In data 13 maggio u.s. la dott.ssa Oria Gargano, Presidente di BeFree cooperativa, che gestisce il Servizio, e la dott.ssa Francesca De Masi, Responsabile del Centro antiviolenza, sono state convocate presso il Dipartimento Comunicazione del Comune di Roma, per apprendere di un effettivo e imminente pericolo di chiusura del Centro antiviolenza.


Il Centro è un punto di riferimento storico sul territorio romano, sia per le donne che nel corso di 20 anni hanno avuto accesso alla struttura, sia per tutte le istituzioni (Forze dell'Ordine, Procure, Ospedali, servizi sociali, associazioni del privato sociale, ecc) che hanno trovato nel Centro antiviolenza un imprescindibile strumento sia di emersione che di presa in carico del grave e diffuso fenomeno della violenza di genere.


Dal 1997 il Centro Antiviolenza ha aiutato e seguito quasi 10000 ( per l’esattezza 8958 alla data di oggi) donne, provenienti da tutti i municipi di Roma, oltre che da altre città e regioni di Italia.


Ha inoltre ospitato più di 300 donne, con figli minori, che hanno avuto una reale opportunità di ricostruire la propria esistenza, fortemente messa a repentaglio dalle violenze subite, e di progettare un futuro libero, indipendente e sereno.


Un luogo così importante per il contesto sociale romano è a rischio chiusura: la struttura infatti sorge all'interno dell' edificio "Ex Bruno Buozzi", di 7 piani, che accoglie diverse case famiglia, centri anziani, servizi socio-sanitari, tutti afferenti al Comune di Roma.


Sulla base delle informazioni ricevute, abbiamo appreso che l’edificio intero non è di competenza comunale (come appariva certo e documentato, anche da determine comunali che risalgono al 1996) ma che in realtà la proprietà di esso è della Regione Lazio, il cui Ufficio Patrimonio sta reclamando la riscossione di imponenti cifre per l’occupazione, facendo riferimento a circa 20 anni di usufrutto dei locali. Il Comune, da parte sua, non sembra avere la possibilità di saldare un debito così importante, e l’unica soluzione che si sta profilando è di chiudere il servizio.


Pertanto, se non verrà risolto tale contenzioso tra Comune e Regione, il 30 luglio 2016, data di scadenza del bando di affidamento del Centro antiviolenza, questo importante spazio verrà chiuso.


Questo dato desolante è stato confermato il 31 maggio 2016, quando siamo state nuovamente convocate insieme a enti gestori di altri centri antiviolenza di proprietà comunale (SOSDonna H24, Casa Internazionale dei Diritti Umani delle Donne e Casa di Semiautonomia Giardino dei Ciliegi) per apprendere che anche per i servizi in questione si profila una chiusura. Il motivo, in questo caso, è l’impossibilità di emanare i bandi per il rinnovo dell’affidamento o le eventuali proroghe (sono tutti prossimi alla scadenza del contratto) a motivo della recente Normativa sugli appalti pubblici (ex decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), di cui non sono ancora note le linee attuative.


QUESTO SIGNIFICA CHE, DAL LUGLIO PROSSIMO, LE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZE NON AVRANNO NESSUN AIUTO DALLA CAPITALE D’ITALIA


SI FA PRESTO A DIRE ALLE DONNE “DENUNCIA”, E CONTEMPORANEAMENTE CHIUDERE TUTTI GLI SPAZI DI ASCOLTO E DI SOSTEGNO!


CHIEDIAMO AI/ALLE CANDIDATI/SINDACO DI PRENDERE IMMEDIATAMENTE PAROLA SU QUESTO GRAVE PROBLEMA, DEL QUALE ABBIAMO GIA’ PROVVEDUTO AD INFORMARE IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DOTT. FRANCESCO PAOLO TRONCA.


CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI, ALLE ORGANIZZAZIONI ANTIVIOLENZA, ALLA SOCIETA’ CIVILE CHE SI PUO’ DEFINIRE TALE, ALLA STAMPA, DI SCHIERARSI A DIFESA DEL CENTRO ANTIVIOLENZA, E DI CAPIRE/FAR CAPIRE LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, ED IL DANNO POLITICO, ETICO SOCIALE CHE LA CHIUSURA DEL CENTRO LOPEZ E COLASANTI (NONCHÉ DI TUTTI GLI ALTRI SERVIZI ANTIVIOLENZA DEL COMUNE DI ROMA) RAPPRESENTEREBBE PER LA COMUNITÀ TUTTA


PERCHE’ IN MANCANZA DI MOBILITAZIONI ADEGUATE, DOVREMO CONCLUDERE CHE GLI “INDIFFERENTI” NON SONO SOLO GLI AUTOMOBILISTI CHE NON HANNO SOCCORSO SARA ALL’ALBA DEL 29 MAGGIO, E CHE LE DICHIARAZIONI DI CORDOGLIO E DI ESECRAZIONI SONO COLPEVOLI BUGIE.