Google+ Badge

martedì 25 marzo 2014

"La comunità, le comunità"



Mito&Realtà 
Associazione per le Comunità Terapeutiche e residenziali

organizza: 4 aprile 2014
presso Sala Congressi Facoltà di Sociologia
via Salaria 113 Roma

"La comunità, le comunità" 

comunità terapeutiche, forme di organizzazione sociale, salute psichica
La comunità terapeutica può definirsi come un micro sistema sociale la cui finalità è quella di produrre salute per chi vi entra in contatto. E’ una comunità costruita artificialmente per sopperire alle carenze della comunità di appartenenza di persone con gravi disagi psichici. Funziona principalmente tramite fattori aspecifici: un particolare clima emotivo, una particolare qualità dell’accoglienza e modalità relazionale di soluzione dei conflitti. Ma il bisogno di appartenenza e di comunità è un’esigenza specifica dei pazienti psichiatrici o è un’esigenza più generale dell’intero corpo sociale? Si rimane infatti colpiti dall’emergere e dal proliferare di comunità, accanto a quelle più tradizionali, (di quartiere, dei familiari, dei condomini ecc.) le nuove forme di comunità virtuali (facebook ecc.) 

Ma è sempre vero che una Comunità, per il semplice motivo di essere tale, genera plusvalenze di benessere e salute distribuendo ai suoi componenti i suoi dividendi? Cosa chiede in cambio? Quali responsabilità? Quali sono invece gli effetti collaterali della vita comunitaria? Quali eventualmente quelli evitabili? Che rapporto c'è tra i cambiamenti culturali di una società e l'ingresso di nuove forme e manifestazioni di malessere psichico? Che cosa deve accadere perché un insieme diventi Comunità? Esiste un quid che fa di un insieme una Comunità? Quando questo quid diventa un’opportunità e quando un sintomo?

Sembra che quanto più una società diventa una realtà globalizzata tanto più tenda a manifestarsi, per contrapposizione, l’esigenza di ricostituire o reinventare "situazioni" che - a prescindere che si pongano obiettivi terapeutici o meno - paiono voler riprodurre proprio quegli elementi di maggiore coesione e intimità sociale: la possibilità che, all' interno di un sistema sociale che sembra favorire la dispersione dei legami - con una spinta delle relazioni verso direzioni individualistiche - possano nascere delle strutture collettive fondate su principi ordinatori diversi, che controbilancino quelle spinte e forniscano modelli alternativi improntati a ideali di solidarietà e partecipazione. A partire da questi interrogativi, la giornata di studio vuole esplorare e mettere a confronto esperienze differenti approfondendo l’interfaccia tra i vari saperi verso una forma di dialogo aperto e dialettico. Vuole divenire un luogo dove questi saperi iniziino a conoscersi, ad arricchirsi specchiandosi gli uni negli altri...

PROGRAMMA

Mattino
Ore 8.50 Presentazione della giornata: Marino de Crescente
Ore 9.00 Alessandra Cipolloni presenta: Marta Vigorelli, Psicoterapeuta,
Associazione mito e Realtà: "La comunità terapeutica: una realtà in controtendenza"
Ore 9.45 Antonio Maone presenta: Aldo Bonomi, Sociologo: " La comunità di cura fra rancore e operosità"
Ore 10.30 Antonello Angelini presenta Corrado Pontalti, Psichiatra e
Gruppoanalista: "Il mito della famiglia patogena: e' possibile un' alleanza comunitaria?"
Ore 11.15 Coffe Break
Ore 11.30 Marino de Crescente presenta: Edoardo Re , Psichiatra: "Dalla riabilitazione individuale alla riabilitazione di microarea (o di comunità): un processo bidirezionale"
Ore 12.15 Pino Ionta presenta: Franco Arminio, Scrittore, Paesologo: "
Vivere al tempo dell'autismo corale"

Ore 13.00 Pausa Pranzo

Pomeriggio
Ore 14.30 Josè Mannu presenta : Antonietta Censi Sociologa, Psicoanalista "Fiducia rischio e comunità'"
Ore 15.15 Mauro Carta presenta Mario di Fiorino , Psichiatra Sociale: "Le aspettative nei confronti delle comunità terapeutiche. Corsi e ricorsi"
Ore 16.00 Walter Procaccio presenta: Fabrizio Sabelli, Antropologo "Legami comunitari e malessere psichico: le rivolte silenziose nella società digitalizzata"
Ore 16.45 Claudio Bencivenga presenta: Arturo Casoni, Neuropsichiatra IPRS, ISAP: " Spazio condiviso e psicopatologie contemporanee"
Ore 17.30 discussione con il pubblico.
Ore 18.30 Fine lavori


Comitato scientifico
Antonello Angelini, Comunità Passaggi
Claudio Bencivenga, Comunità Eimi
Mauro Carta, Comunità, Casa Godio
Alessandra Cipolloni, Comunità Casetta Rossa
Marino de Crescente, Comunità Passaggi
Giuseppe Ionta, Comunità Maricae
Antonio Maone, Comunità Sabrata
Josè Mannu, Comunità Urbania
Walter Procaccio, Comunità L'Airone

Sito web www.decresc.wix.com/lacomunitalecomunita
Blog convegnocomunita.wordpress.com
Evento facebook
Costo ingresso 30 euro

Segreteria organizzativa comunità Passaggi ctpassaggi@libero.it
Info generali: decresc@libero.it 3479523441
Info iscrizioni Filippo jacoponi 3421975522
Info e scheda iscrizione www.comunitapassaggi.itwww.mitoerealta.org

Sarà possibile partecipare al congresso anche in streaming (video-conferenza) attraverso il portale www.yucan.it. La partecipazione in streaming sarà particolarmente coinvolgente grazie ad un sistema di telecamere che offrirà primi piani sugli speakers e panoramiche sulla sala. Sarà possibile inoltre partecipare alle sessioni di domande e risposte. Grazie alla tecnologia del portale yucan, sarà resa disponibile agli iscritti la registrazione dell'intero congresso. Sarà possibile iscriversi allo streaming del congresso direttamente sul portale www.yucan.it pagando la quota di 30 euro via carta di credito o bonifico bancario.

"Schiavizzata da Scientology"

 ESPOSTO - UNA DONNA DI 31 ANNI RACCONTA IL SUO CALVARIO CON DUE ADERENTI ALLA SETTA. E’ STATA «LIBERATA» DAI GENITORI





"Schiavizzata da Scientology"


"Obbligata a consegnare i miei beni, se mi ribellavo mi picchiavano"




TORINO
Segregata, privata dei soldi e di tutti i suoi averi, costretta a lavorare per mesi senza stipendio e indotta a diventare una seguace di Scientology. La storia - triste ed angosciante - di Marina (nome di fantasia), professionista torinese di 31 anni, sarà al centro di un’indagine giudiziaria della procura. In un lungo esposto, presentato dal suo legale di fiducia, Loredana Gemelli, racconta di un lungo «calvario», organizzato, in ogni dettaglio, da due presunti fedeli della Chiesa di Scientology: un uomo e una donna. Lui imprenditore, lei segretaria. Il primo rivestirebbe un ruolo di rilievo all’interno di una delle sedi del Nord-Est; la seconda sarebbe una «fanatica discepola» di L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology, complice ed anche esecutrice di violenze psicologiche e vessazioni di ogni tipo.

«Nel maggio 2009, X ha cominciato a parlarmi dell’organizzazione di Scientology, della quale era diventato devoto seguace, consigliandomi l’adesione visti i grandi benefici che diceva di avere ricevuto... diceva di essere un “clear”, spesso in viaggio, diretto nella sede di Copenhagen...». «Dopo il primo mese, i due iniziavano a propormi continuamente la lettura di libri riguardanti la filosofia dell’organizzazione...». E ancora: «In particolare, dopo il primo mese di lavoro (in una società gestita dall’adepto) i due cominciavano un ossessivo trattamento, volto ad indottrinarmi; la lettura dei libri era diventata
obbligatoria e dopo ero costretta a scrivere delle relazioni su ciò che avevo fatto di sbagliato nella vita. Dovevo farlo dopo il lavoro, tra le 18 e le 24, alla presenza dell’adepta».

Un incubo. A Marina hanno tolto tutto: carte di credito, assegni, gioielli, custoditi nella cassaforte dell’azienda. Le danno 50 euro alla settimana, per il cibo. Privata di ogni autonomia, sorvegliata 24 su 24 ore. Alla fine, ridotta a uno scheletro: «Pesavo 39 chili, dormivo solo quattro ore per notte, sempre sotto accusa per gli scarsi risultati lavorativi...».

«...In seguito, siccome cercavo di ribellarmi, l’indottrinamento si fece più pressante, adesso ero costretta a leggere i libri di Scientology in presenza dei due soggetti, i quali mi chiedevano poi la spiegazione di quanto letto e in caso di non comprensione, mi toccava di rileggere gli stessi passi più e più volte... Mi dicevano che la ragazza che aveva lavorato undici anni in quell’ufficio, era stata licenziata perché si rifiutava di seguire le teorie di Scientology...».

Accuse pesanti. Alle fine, dopo mesi di pressing, mentre l’orario di lavoro si fa sempre più massacrante e il diktat di studiare i libri di Hubbard sempre più imperioso, il presunto «clear» passa all’attacco. Vuole soldi: esattamente un assegno da 30 mila euro, a titolo di garanzia per le spese che «stava sostenendo»
. Marina riesce a resistere. E loro la costringono a telefonare ai genitori, per farsi inviare un nuovo libretto degli assegni e la carta di credito, poiché quella che le avevano sottratto era nel frattempo scaduta.

La professionista tenta di ribellarsi, non vuole più sottostare al regime di schiavitù e di violenza psicologica; la donna che la sorveglia, mentre lei «ormai stremata» le aveva detto piangendo di volersene andare, perde ogni controllo: «Dopo un litigio mi afferrava per il collo e mi sbatteva contro il muro, e subito dopo affermava che lo faceva per il mio bene e anche lei aveva vissuto la stessa esperienza».

La salvezza arriva la notte del 31 luglio. I genitori di Marina, insospettiti dalla telefonata della figlia, si sono precipitati in quella città del Nord Est e l’hanno liberata dai suoi presunti persecutori. Che avrebbero preteso ancora altri soldi. «Una volta rientrata a Torino, feci bloccare il bancomat e le carte di credito. Scoprii che, in tutto quel tempo, mi avevano accreditato, come stipendio per il mio lavoro, solo 700 euro». Il danno e la beffa.

Scientology definisce «Clear» l'essere umano libero dai suoi traumi (e cosciente della sua «mente reattiva»). Il cammino verso lo stato di «Clear» passa attraverso diversi livelli di «auditing», una tecnica uno-a-uno tra un praticante (detto auditor) che pone domande e un paziente» (detto preclear). I livelli di auditing, detti «Gradi», come tutti i corsi e i servizi di Scientology, sono a pagamento.

La Chiesa di Torino: «Non siamo a conoscenza di questi fatti»
La Chiesa di Scientology di Torino, interpellata per una replica rispetto al contenuto dell’esposto-denuncia, ha risposto, attraverso l’addetto stampa, Giuseppe Cicogna, responsabile degli Affari Pubblici,
con una stringata e-mail,: «Non possiamo rispondere analiticamente non essendo a conoscenza dei fatti. Grosso modo ci sembra rientrare in quell’atteggiamento nei confronti della Chiesa di Scientology che spesso appartiene più alle redazioni dei giornali che alla vita. Oltretutto la disinvoltura con cui il giornale ci ha comunicato che non poteva farci avere ulteriori informazioni perché contenute in un documento coperto da segreto istruttorio di cui copia, appare particolarmente grave sia pure nel bilanciamento del diritto di cronaca».

 

Scientology contro La Stampa: pace fatta prima del processo



ditoriale Il Fatto SpA è l’editore della testata online www.ilfattoquotidiano.it registrata il 5 luglio 2010 n. 18599 del Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC).

Rundown del Rundown di Purificazione 3 Il trucco della niacina


Rundown del Rundown di Purificazione 3
 

Il trucco della niacina

All'indomani dell'11 settembre 2001, a New York fu aperta una clinica per trattare con il "Rundown di Purificazione" Hubbard gli operatori intossicati durante i lavori aGround Zero. Questo articolo del 2007 spiega in che cosa consiste il programma, anche punto centrale della disintossicazione Narconon, e perché la clinica non dovrebbe ricevere finanziamenti pubblici.
© Di John DeSio, New York Press, 6 giugno 2007.
© Traduzione a cura di Simonetta Po, gennaio 2014.


In assenza di un gruppo di controllo, esistono però studi sull'elemento principale del cocktail vitaminico del programma e si è scoperto che esso ha il potenziale per distruggervi l'organismo e forse anche di uccidervi. Il "farmaco delle meraviglie" del programma disintossicante Hubbard non è per niente un farmaco. Al contrario, Hubbard utilizza a una miscela di vitamine dominata dalla niacina la quale, come egli afferma in Corpo sano, mente sana, può avere "stupefacenti" e "benefici" effetti. Nel suo libro, Hubbard raccomanda che il Rundown di Purificazione cominci con l'assunzione di 100 mg di niacina, dosaggio che viene poi progressivamente aumentato fino a un massimo di 5000 mg al giorno nello stadio finale della disintossicazione.
Secondo il Dott. Manoj K. Mittal, specialista in Medicina d'Emergenza al Children Hospital di Filadelfia, assumere niacina in quantità così elevate può essere pericoloso per la propria salute. In uno studio di caso apparso sul numero di aprile degli Annals of Emergency Medicine, Mittal ha riferito di due pazienti adulti e di due adolescenti che manifestarono effetti collaterali gravi dopo aver assunto forti dosi di niacina. Entrambi gli adulti ebbero irritazioni cutanee, mentre i due adolescenti manifestarono reazioni potenzialmente fatali, tra cui tossicità epatica e ipoglicemia (basso livello di zuccheri nel sangue), oltre che nausea, vomito e capogiri. Uno dei due, anche palpitazioni. Tutti e quattro i pazienti si ripresero dopo le cure.
Gli scritti di Hubbard dicono poco su questi effetti collaterali, che sembrano invece essere descritti come sintomi positivi. In Mente sana, corpo sano Hubbard afferma che l'irritazione cutanea, una delle conseguenze della tossicità della niacina, è causata dall'espulsione di radiazioni o di vecchie ustioni solari, quindi dal processo disintossicante. Altri sintomi da sovradosaggio vengono liquidati come il riverificarsi di malattie o ferite precedenti che stanno venendo "restimolate". Effetti come la nausea vengono imputati a squilibri salini o a mancanza di dedizione al programma. La gotta, altro effetto collaterale della tossicità della niacina, viene imputata all'assunzione di olio alimentare rancido e chi manifesta sintomi di gotta dovrebbe "consultare un medico qualificato".
Secondo Mittal, il dosaggio giornaliero raccomandato di niacina è di appena 15 mg, quantità significativamente inferiore di quella prescritta da Hubbard. Mittal, a cui non è stato chiesto di valutare il Rundown di Purificazione per la stesura di questo articolo, cominciò a interessarsi al problema del sovradosaggio di niacina dopo aver visitato un paziente che l'aveva ingerita convinto che, in base a una leggenda urbana sempre più diffusa, servisse a mascherare efficacemente i risultati dei test antidroga. Secondo lo studio di Mittal, digitare "niacina" e "superare il test antidroga delle urine" su Google produceva 84.600 risultati. Se il Rundown di Purificazione e la Downtown Medical promuovono la niacina come strumento per purificare il corpo, le dicerie popolari sostengono che la niacina serve soltanto a nascondere quelle impurità e, secondo Mittal, in realtà sono inefficaci in entrambi i casi.
«La niacina è nota per influenzare i processi metabolici, così circola questa nozione totalmente infondata che essa possa ripulire rapidamente l'organismo da sostanze come la cannabis e la cocaina. Tuttavia, non solo la niacina è inefficace a quello scopo, ma se assunta in grandi quantità è anche pericolosa », dice Mittal, che si è imbattuto in almeno un caso in cui un paziente dovette subire un trapianto di fegato dopo che i forti dosaggi di niacina gli avevano compromesso l'organo.
In una risposta scritta alle nostre domande, Robert Amidon, avvocato e membro del consiglio consultivo della Downton Medical, ha affermato che nel loro programma non si sono mai verificati effetti collaterali avversi, poiché loro prescrivono niacina a rilascio immediato, non prolungato. È quest'ultimo tipo di niacina ad essere stato associato alle conseguenze più gravi del sovradosaggio, come l'insufficienza epatica.
Tuttavia, ricerche mediche indicano che anche la niacina a rilascio immediato, come quella usata nel Rundown di Purificazione, può essere dannosa per il fegato e che gli altri effetti collaterali non sono degli innocui sottoprodotti della disintossicazione.
«La scienza mostra che si tratta di sintomi della tossicità della niacina somministrata in forti quantità», sostiene Saeed A. Jortani, Ph.D., direttore del laboratorio di tossicologia forense del Dipartimento di Patologia e Laboratori Medici dell'Università di Louisville. Jortani aggiunge che il Rundown di Purificazione è "pericoloso" e che la fede, per quanto profonda, non può trasformare quegli effetti collaterali in indicatori positivi. Sottolinea poi che anche gli altri elementi utilizzati nel programma, come la vitamina A e il calcio, possono diventare tossici quando male utilizzati per lunghi periodi. «Quando si tratta di sovradosaggi, l'organismo non guarda in faccia nessuna religione.»
Il collegamento tra niacina e abuso di sostanze va oltre il tentativo di ingannare il datore di lavoro al test antidroga. In Mente sana, corpo sano, Hubbard dedica numerosi passaggi alla capacità del Rundown di Purificazione di ripulire l'organismo dalle droghe e il suo schema disintossicante viene usato da decenni dal Narconon, un programma riabilitativo con forti legami con Scientology che molti critici della Chiesa di Scientology considerano soltanto un mezzo per reclutare alla propria fede le persone indebolite dalla droga. «Narconon è Scientology», afferma David S. Touretzky, attivista della libertà di parola e ricercatore presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, oltre che critico veterano di Scientology. «Le pratiche del Narconon sono precisamente le pratiche di Scientology.»

Scientology all'attacco
Le critiche alla Chiesa di Scientology sono valse a Touretzky l'inserimento nella lista dei nemici del movimento hubbardiano. Touretzky gestisce Stop Narconon, sito web che riporta gli articoli che i media hanno dedicato al programma antidroga. Narconon è sostenuto da numerosi scientologist da prima pagina. La settimana scorsa John Travolta e la moglie Kelly Preston hanno tenuto una raccolta fondi per l'affiliata Narconon delle Hawaii. L'attrice Kirstie Alley è una portavoce pubblica del programma, e anche Tom Cruise si è espresso favorevolmente.
Le critiche di Touretzky sono arrivate anche nel mondo del New York Press. Alla fine di aprile sul nostro blog sono comparsi numerosi interventi relativi alla Downtown Medical e alla raccolta fondi di Cruise, anche uno in difesa del programma. Touretzky ci ha inviato una risposta, che abbiamo pubblicato per intero. Due giorni dopo, il sito del New York Press è stato hackerato e un anonimo ha postato del materiale pro Downtown Medical e anti-Touretzky. Poco dopo quel materiale è stato rimosso.
Quando Woodworth ha letto la replica di Touretzky ha accusato il New York Press di "tenergli bordone" e ha insistito che valutassimo le critiche rivoltegli da Religious Freedom Watch, sito quasi universalmente ritenuto un gruppo di facciata di Scientology da cui attaccare i critici della chiesa. Woodworth ha indicato specificamente un articolo secondo cui Touretzky ospita sul suo sito web le istruzioni per la costruzione di ordigni esplosivi e lo accusa di essere un razzista. «Se lo citate come esperto, pretendo che diciate esattamente che razza di tipo è», ci ha scritto Woodworth.
Le istruzioni per costruire ordigni esplosivi compaiono veramente sul sito di Touretzky, accompagnate dalla spiegazione di aver deciso di ospitarle come forma di protesta per l'arresto e la condanna di Sherman Austin, sanzionato perché anni fa aveva pubblicato l'informazione sul suo sito anarchico RaisetheFist.com. Touretzky spiega che ora ospita quel materiale per «facilitare il pubblico scrutinio della legge in base alla quale Austin fu accusato», e per far luce sulle questioni relative al Primo Emendamento sollevate dal caso. Il professore fornisce link ad altre risorse che insegnano come costruire ordigni, disponibili grazie a Amazon.com, Wikipedia e addirittura il sito della CNN. Loro non sono stati arrestati, contrariamente a quando accaduto nel caso di Austin.
Per quanto riguarda l'accusa di razzismo, non è stato possibile rinvenire altrove le informazioni diffuse da Religious Freedom Watch. Una ricerca Google ha restituito soltanto dei riferimenti a quel sito, mentre una ricerca Lexis-Nexis ha restituito ancora meno. Pertanto le accuse di razzismo sono state ritenute infondate. «Il copione si ripete identico fin dalla fondazione del movimento hubbardiano», ci dice Touretzky. «Attaccano incessantemente i loro nemici nella speranza che la gente stia zitta e lasci perdere. Ma nell'era di Internet non funziona più così bene.»
Da quando ha aperto nel 2003, la Downtown Medical ha ricevuto oltre 900.000 dollari di soldi pubblici, tra donazioni fiscalmente deducibili e il grosso finanziamento della Lopez. Queste cifre sono disgustose, dice il consigliere comunale di Queens Peter Vallone Jr., che da aprile è una voce critica di Scientology e della Downtown Medical. Vallone ha apertamente definito Scientology una setta e ritiene che i fondi del governo non dovrebbero essere usati per finanziare la clinica. «È una setta oscenamente ricca, potrebbe facilmente finanziarsi da sola quel programma», ha detto Vallone, aggiungendo che i finanziamenti pubblici aiutano la Downtown Medical e Scientology a ottenere una falsa legittimazione.

Narconon e l'inganno Scientology
Mentre la versione newyorkese del Rundown di Purificazione ottiene fondi governativi, Narconon, che usa letteralmente la medesima procedura disintossicante dellaDowntown Medical, in California s'è visto respingere il suo programma. Narconon ha offerto per decenni consulenze gratuite sulle droghe e programmi riabilitativi alle scuole pubbliche della California. Ma nel 2004, quando le critiche cominciarono a intensificarsi e i suoi collegamenti con Scientology diventarono di pubblico dominio, il distretto scolastico di San Francisco decise di rivolgersi alla San Francisco Medical Society per farsi dare una valutazione indipendente dei meriti del Narconon. Meriti che sono stati ritenuti inesistenti.
Con una lettera del settembre 2004 ai dirigenti dei distretti scolastici, Steve Heilig, direttore della salute e dell'educazione della San Francisco Medical Society, confermò ciò che i critici sostenevano da anni: Narconon non è scienza. Nella sua missiva, Heilig scrisse che lui e altri cinque valutatori del curriculum Narconon avevano concluso che il programma «spesso esemplifica un approccio inaccurato a livello fattuale, datato, non basato sull'evidenza che non è di alcun aiuto agli studenti.»
La lettera di Heilig mise in moto una catena di eventi che portarono alla raccomandazione del 2005 del Dipartimento di Educazione della California, inviata a tutte le scuole pubbliche, di respingere il Narconon in quanto non scientifico, affermazione che il mese successivo fu sostenuta all'unanimità anche dalla California Medical Association. Heilig ci ha fatto notare per e-mail che la sua opinione in merito a Narconon e alla sua mancanza di meriti scientifici non è cambiata. «Non abbiamo trovato prove o motivi per modificare la nostra opinione: Narconon utilizza una "scienza" non accettata da alcun medico o esperto di droghe di fama», ha scritto Heilig sottolineando che il programma della Downtown Medical non è una copia carbone di Narconon, ma «è basato su "principi" simili.» Amidon ha scritto che Narconon eDowntown Medical sono del tutto indipendenti l'uno dall'altra, perciò non è nella posizione di poter parlare per un'altra organizzazione. Root, invece, compare in un nuovissimo documentario finanziato e prodotto da Scientology e studiato per attaccare le BBC, in cui sposa i benefici del Narconon.
I collegamenti tra la Downtown Medical e Narconon, al pari di quelli di altre organizzazioni con forti legami con la Chiesa di Scientology, sono piuttosto evidenti. Tre dei membri del consiglio consultivo della clinica citano in biografia l'esperienza con Narconon, mentre altri membri annoverano l'affiliazione alla Association for Better Living and Education (ABLE) o alla Foundation fod Advancements in Science and Education (FASE). Narconon è diretto dall'occhio vigile di ABLE, che Touretzky afferma essere stata fondata per creare un cuscinetto tra la Chiesa di Scientology e le sue organizzazioni di "beneficio pubblico", governate in anni precedenti direttamente dalla Chiesa di Scientology. FASE fu smascherata come gruppo di facciata di Scientology da Robert Vaughn Young, ex portavoce della chiesa che prima di morire nel 2003 era diventato un attivista anti-Scientology.
Sia FASE che ABLE hanno ricevuto soldi dalla Downtown Medical per il sostegno dato al programma di purificazione. In base alle denunce dei redditi più recenti, nel 2004 e 2005 la clinica ha versato a FASE 215.166 dollari per l'aiuto nell'istituzione del progetto, parte di un contratto che prevede un pagamento a FASE basato sul bilancio complessivo del programma. ABLE ha con la Downtown Medical un piano di pagamento più diretto. Secondo i documenti fiscali, la clinica versa all'Associazione il 5% di ogni contributo che riceve, «in cambio del sostegno manageriale, sul programma e nelle raccolte fondi.»
Amidon contesta l'idea che la Downtown Medical versi alla ABLE o a FASE degli importi significativi e parla di quei pagamenti come di costi di impresa. «Il Progetto a volte incarica ditte esterne perché è un mezzo più efficiente per raggiungere i suoi obiettivi. Questo lavoro ha riguardato campagne per la raccolta fondi, la redazione di richieste di finanziamenti e altri servizi di supporto amministrativo. Sono servizi commissionati all'esterno a un costo inferiore», ha scritto Amidon.
Benché sia operativa a New York, la Downtown Medical è ufficialmente registrata come "International Academy of Detoxification Specialists" con sede a Los Angeles. In base alle indicazioni fornite da GuideStar, una borsa dell'informazione no-profit, la missione del gruppo è condurre e sostenere la ricerca nel metodo disintossicante Hubbard «per verificare gli effetti della contaminazione chimica ambientale, l'esposizione professionale e l'abuso di sostanze». Il suo obiettivo è praticamente identico a quello di FASE, che ha sede nello stesso edifico su Wilshire Boulevard, uffici a fianco.
Sebbene siano stati in seguito corretti per togliere ogni riferimento al fondatore di Scientology, i documenti costitutivi aziendali di FASE, istituita nel 1981, affermavano esplicitamente che la missione del gruppo era "promuovere le opere di L. Ron Hubbard".
Quando si pubblicano i suoi testi, la Chiesa di Scientology può dimostrarsi molto ostile. Nel 1995 querelò il Washington Post e due suoi giornalisti per aver pubblicato degli estratti dei suoi manuali di "thetan operante". Nonostante la potenziale minaccia di querela, forse riportare un passaggio di Mente sana, corpo sano è il modo migliore per riassumere il motivo preciso per cui il Rundown di Purificazione non deve essere considerato una cura medica. Sulla pagina dei copyright del volume, si legge infatti che «Il programma di Purificazione non può essere interpretato come una raccomandazione di natura medica o curativa e non si fa nessuna asserzione che esso sia un trattamento fisico né si avanza alcuna pretesa a tale effetto. Non vi sono suggerimenti medici o asserzioni per il programma di Purificazione o per alcuna delle vitamine o dei regimi minerali descritti in questo libro.» [Riportato verbatim dall'ed. italiana del 1990 - N.d.T.] Il libro usato come bibbia del metodo Hubbard, quello su cui la Downtown Medical basa i suoi trattamenti medici, ammette candidamente che il Rundown di Purificazione non è una medicina e non si dovrebbe assolutamente pensare che lo sia. Gli HCOB di Hubbard fanno affermazioni simili. In uno di essi, l'autore consiglia agli amministratori del suo programma disintossicante di farsi firmare una liberatoria a conferma che il cliente ha preso atto che non si tratta di un trattamento medico. Nella prefazione di Mente sana, corpo sano, Root e Barnes scrivono che Hubbard non ha mai inteso attribuire valenza medica al Rundown di Purificazione. Il procedimento è puramente spirituale.
Quando oggi abbiamo chiesto all'autore della prefazione il motivo per cui un dottore dovrebbe vedere un qualche valore medico nel programma, visto che addirittura il suo creatore non lo faceva, Root ci ha risposto così: «Posso parlarne dalla mia posizione di specialista certificato di medicina del lavoro. Per chi opera nel mio settore, il problema del carico organico è enorme, una delle maggiori sfide mediche emerse nel XX° secolo. I benefici del programma - costituito da elementi quali l'esercizio fisico, la sauna, i supplementi vitaminici e i minerali - sono ben compresi da chi presta assistenza [caregiver]. Quasi tre decenni di esperienza clinica hanno mostrato che il programma porta sollievo a chi è entrato in contatto con inquinanti chimici, non è invasivo ed è sicuro.»
Nei suoi HCOB, Hubbard ricollega il Rundown di Purificazione alla spiritualità; afferma infatti che le tossine danno stimolazioni negative, impedendo così di diventare dei bravi scientologist. Hubbard scrive poi che il Rundown di Purificazione dovrebbe essere seguito dall'auditing, procedimento che dovrebbe riportare alla memoria i ricordi di questa vita e delle vite precedenti, e passo più importante per diventare scientologist. Amidon ci ha scritto però che il suo programma è totalmente laico e che alla Downtown Medical non si fa auditing.

I medici e gli specialisti non associati alla Downtown Medical a cui abbiamo chiesto un parere ci hanno rilasciato commenti molto duri. Un dottore ci ha scritto che, «nella migliore delle ipotesi», il Rundown di Purificazione «è una ciarlataneria da "olio di serpente".». Un altro ha commentato che «è una vagonata di stupidaggini». Tuttavia, un medico che ci ha chiesto di restare anonimo ha scritto che se gli si mostrasse una ricerca condotta in modo scientifico che confermasse le affermazioni di Hubbard, sarebbe lieto di accettare il programma come trattamento medico legittimo. Ma oggi come oggi quei dati non esistono, e il Rundown di Purificazione non funziona. «Intrattenersi in sauna è decisamente piacevole», ci ha risposto. «Ma non credo che la scienza lo ritenga efficace.»Touretzky non si mostra sorpreso che i patrocinatori del Rundown di Purificazione cerchino di sostenere entrambe le posizioni, quella spirituale e quella medico-scientifica. «È un classico di Scientology: cerca sempre di tenere il piede in due scarpe. I suoi scritti sono pieni zeppi di gergo dal sapore scientifico, poi fa marcia indietro e dice "non potete accusarci di abuso della professione, questa è una cosa spirituale".»
Quando abbiamo riferito all'assessore Vallone la cifra totale dei finanziamenti pubblici ricevuti nel corso degli anni dalla Downtown Medical, ha commentato: «È una vergogna.» In settimana ha inviato una lettera a John Carmichael, presidente della sede newyorkese della chiesa, in cui si dice preoccupato per la "storia controversa" di Scientology. Se la chiesa è così convinta della bontà del programma, dovrebbe essere lei a finanziare la Downtown Medical, non i contribuenti. Mancanza di riscontri scientifici dovrebbe andare di pari passo al rifiuto di finanziamenti pubblici, ci ha scritto Vallone auspicando che i suoi colleghi si esprimano allo stesso modo. «Nessun politico responsabile dovrebbe dare il suo supporto», ha commentato. «Non dovremmo conferire legittimità a una setta.»

Rundown del Rundown di Purificazione 2 Il mito della disintossicazione

 
Rundown del Rundown di Purificazione 2

Il mito della disintossicazione

All'indomani dell'11 settembre 2001, a New York fu aperta una clinica per trattare con il "Rundown di Purificazione" Hubbard gli operatori intossicati durante i lavori aGround Zero. Questo articolo del 2007 spiega in che cosa consiste il programma, anche punto centrale della disintossicazione Narconon, e perché la clinica non dovrebbe ricevere finanziamenti pubblici.
© Di John DeSio, New York Press, 6 giugno 2007.
© Traduzione a cura di Simonetta Po, gennaio 2014.


Ciò che realmente interessa a Woodworth è l'efficacia del progetto, aldilà del coinvolgimento di Cruise e della percezione negativa della Chiesa di Scientology su cui i media si sono principalmente concentrati. Ma l'analisi della documentazione disponibile e le domande agli esperti rivelano che il programma non è stato sottoposto a sperimentazione scientifica, è stato rifiutato da altre amministrazioni comunali, utilizza quantità potenzialmente pericolose di vitamine e che lo stesso Hubbard ammetteva che non si trattava di una cura medica.

Rundown del Rundown di Purificazione 1

Rundown del Rundown di Purificazione 1


All'indomani dell'11 settembre 2001, a New York fu aperta una clinica per trattare con il "Rundown di Purificazione" Hubbard gli operatori intossicati durante i lavori aGround Zero. Questo articolo del 2007 spiega in che cosa consiste il programma, anche punto centrale della disintossicazione Narconon, e perché la clinica non dovrebbe ricevere finanziamenti pubblici.
© Di John DeSio, New York Press, 6 giugno 2007.
© Traduzione a cura di Simonetta Po, gennaio 2014.
http://www.allarmescientology.it/txt/rundown_rundown.htm




 

[*] Gioco di parole tra il senso dato da Scientology alla parola "rundown", cioè programma, e uno dei significati della parola inglese "rundown": in rovina, rovinato, finito.
«Non sono qui per convertire a Scientology questi uomini e queste donne. E le dirò di più: sono scientologist da 20 anni. A Sacramento sono lo scientologist che ha portato più gente nuova in Scientology. Io personalmente. Sono molto bravo a convertire la gente, quando voglio farlo.»
Jim Woodworth è il direttore del New York Rescue Workers' Detoxification Project [programma disintossicante degli operatori di soccorso di New York] e si stizzisce all'idea che il suo programma sia un braccio della Chiesa di Scientology. Ribadisce che il suo gruppo è assolutamente e totalmente laico, per averne conferma basta dare un'occhiata alla dichiarazione dei redditi e fare quattro chiacchiere con uno qualsiasi dei quasi 800 tra uomini e donne che si sono sottoposti al suo trattamento. La sua missione sul programma, noto anche come Downtown Medical è aiutare gli operatori di soccorso malati, non convertire dei nuovi scientologist. «Il mio obiettivo qui è precisamente lo scopo che ho dichiarato: far sì che gli operatori di soccorso recuperino la qualità della vita. Non è uno scopo religioso.»

Gli operatori di soccorso con cui ho parlato confermano le affermazioni di Woodworth. Nessun paziente che ha partecipato al programma disintossicante offerto dallaDowntown Medical ha detto di essersi visto proporre Scientology o le sue credenze.
La Downtown Medical, clinica che promuove un programma per liberare l'organismo dalle impurità grazie a un regime di sudore e vitamine, ha aperto i battenti nel 2003. Il progetto è destinato unicamente a quegli operatori di soccorso che lavorarono a Ground Zero dopo l'11 settembre e si basa sugli scritti di L. Ron Hubbard, fondatore della Chiesa di Scientology. I suoi dirigenti riconoscono pubblicamente che il programma si basa su un manuale, cioè sul libro Mente sana, corpo sano di Hubbard. Nonostante molti dei primi sostenitori del programma, come l'Uniformed Firefighters Association, cioè il maggior sindacato dei vigili del fuoco di New York, abbiano fatto un passo indietro dopo aver appreso dei legami tra la Downtown Medical e Scientology, altri sono stati più che disponibili a mostrare il loro pubblico sostegno, a partire dall'ex assessore comunale di Manhattan Margarita Lopez.
Durante la campagna elettorale del 2005 per la presidenza del distretto di Manhattan, fu rivelato che la Lopez si era attivata per destinare alla Downtown Medical630.000 dollari di fondi pubblici. Per contraccambiare il suo sostegno, i fedeli di Scientology avevano raccolto oltre 100.000 dollari per la sua campagna. Il sindaco Bloomberg si disse sdegnato e strigliò pubblicamente la Lopez per i suoi collegamenti con la Downtown Medical. La donna compare in un video promozionale che tesse le lodi al programma.
Da allora si sono visti altri funzionari pubblici felici di schierarsi a favore del programma disintossicante, nonostante le continue obiezioni di Bloomberg. In aprile l'assessore di Queens Hiram Monserrate ha detto di essersi sottoposto personalmente a quel regime disintossicante e di appoggiarlo. Ha poi proposto di dichiarare il 19 aprile "Giornata di L. Ron Hubbard", anticipando la raccolta fondi di Manhattan organizzata da Tom Cruise, scientologist e co-fondatore della Downtown Medical, che ha raccolto 1,3 milioni di dollari.
Joseph Addabbo, assessore di Queens, ha partecipato alla raccolta fondi e ha detto che i critici avevano frainteso, il programma aiuta gli operatori di soccorso e quella dovrebbe essere la priorità numero uno. Ma almeno uno dei funzionari che abbiamo contattato non sapeva di esserne considerato sostenitore, lo ha appreso solo quando gli abbiamo telefonato per questo articolo. Sulla pagina principale del sito della Dowtown Medical appare infatti una citazione di Michael Balboni, ex senatore repubblicano di Long Island e attualmente vice segretario di Pubblica Sicurezza del Governatore Eliot Spitzer. A Balboni viene attribuita l'affermazione secondo cui i risultati del programma di disintossicazione sono «la vittoria definitiva sugli effetti che i terroristi speravano di ottenere.» Una ricerca Google ci indica che quella citazioneDowntown Medical; una ricerca più accurata nell'archivio Lexis-Nexis (usato dai quotidiani) non riporta alcunché. Balboni non sa spiegare come possa essere finita su quel sito e non ricorda nemmeno di averla detta, non solo a favore della Downtown Medical, ma in generale.
compare soltanto sul sito della
«Non ho idea di dove provenga quella citazione», ci ha risposto quando lo abbiamo contattato. Ci ha detto che alcuni anni fa incontrò dei sostenitori del programma per discutere la possibile apertura di una clinica nel suo distretto. Balboni ha commentato che se i partecipanti si sentivano meglio facevano bene a farlo. Ma che lui personalmente non era un sostenitore del programma e avrebbe chiesto alla Downtown Medical di togliere dal sito la sua frase. «Di sicuro non è una forma di avallo.»
Woodworth ci ha fornito le copie di diverse lettere di sostegno al programma scritte da funzionari eletti e da leader sindacali. Una di esse, del 2004, è del senatore Chick Schumer, ma il suo l'ufficio ci ha fatto sapere che il senatore ha ritirato il suo appoggio.
L'unica approvazione che sta a cuore a Woodworth e agli altri associati della Downtown Medical è però quello dei pazienti, e i pazienti con cui ho parlato si sono detti del tutto convinti di essere guariti dalle loro malattie.
«Quando sono arrivato qui ero molto scettico», ci ha detto Steve Mona, tenente in pensione del NYPD [New York Police Department] che lavorò a Ground Zero dall'11 settembre fino al dicembre 2001. Mona ci ha raccontato che se solo gli avessero parlato di Scientology o avessero cercato di convertirlo era pronto ad andarsene immediatamente. Ma non è mai successo. «Ventisei giorni dopo ero una persona diversa - non solo fisicamente, ma anche mentalmente. E non sono sciocchezze.» Mona ci dice che oggi dorme meglio, sta dimagrendo e si sente molto più ottimista per la vita in generale. E Scientology in questo non c'entra niente. «Morale della favola, adesso di Scientology ne so esattamente quanto ne sapevo prima di iniziare il programma.»
Per lui i collegamenti tra la Downtown Medical e Scientology sono ininfluenti. «Potrebbero anche essere degli adoratori di Satana, ma se l'accordo non prevede l'adorazione di Satana allora è tutto a posto. Mi hanno fatto stare bene.»
Le tossine e il particolato dispersi nell'aria l'11 settembre sono diventati una causa importante per i politici di New York, in particolare per la senatrice Hillary Clinton che ha accusato l'amministrazione Bush e l'Environmental Protection Agency di non aver fatto abbastanza per la sicurezza dei lavoratori, né nel periodo immediatamente successivo all'11 settembre, né in seguito, quando hanno cominciato a manifestarsi i problemi di salute derivati dal loro lavoro a Ground Zero. Per funzionari come la Lopez, Monserrate e Addabbo, la Downtown Medical è proprio ciò di cui i lavoratori come Mona hanno bisogno. Ma il programma si è guadagnato anche una schiera di detrattori.
Dal suo lancio, il grosso delle critiche è collegato all'attore Tom Cruise, grande sostenitore e organizzatore di raccolte fondi che da quando alcuni anni fa ha cominciato a lodare apertamente i benefici di Scientology, ha tenuto alcuni comportamenti bizzarri. Dal saltellare sul divano di Oprah alle voci costanti che avrebbe letteralmente assoggettato alla Chiesa di Scientology la moglie Katie Holmes, ogni mossa fatta da Cruise negli ultimi anni è legata a Scientology e definita "eccentrica" da tutti i media. Perciò, anche il programma disintossicante che Cruise si coccola deve essere eccentrico.
La disintossicazione targata Hubbard, che gli scientologist chiamano "Rundown di Purificazione", prevede l'ingestione di un cocktail di vitamine e olio alimentare, un po' di corsa sul tapis roulant e sudare a profusione in una sauna tenuta a una temperatura di 60/80°C , tutto per la durata di circa un mese. Volendo credere allaDowntown Medical, questa combinazione sarebbe una cura miracolosa per molti disturbi. «In sauna i pazienti hanno visto uscire dai pori
della pelle un intruglio nero», afferma Woodworth sul sito. «Il loro sudore ha lasciato sugli asciugamani delle macchie rosse, blu, arancioni, gialle e nere. Ci hanno riferito di feci blu o verdi che sapevano odore di fumo - sebbene non fossero stati sul luogo di un incendio da mesi.» Sul sito web c'è una serie di foto di un partecipante che mostra un asciugamano macchiato e gli amministratori del programma sostengono di avere anche altre immagini simili. Sul sito - pieno di racconti sui benefici del programma scritti da operatori di soccorso che avevano lavorato a Ground Zero - si legge che dai pori sarebbero uscite anche schegge di vetro.

sabato 22 marzo 2014

Tutti assolti dopo 9 anni i 32 dipendenti della coop Cearpes (oggi gestita dalla cooperativa LILIUM)

Tutti assolti dopo 9 anni i 32 dipendenti 

della coop Cearpes 

(oggi gestita dalla cooperativa LILIUM)







CHIETI Sono stati assolti tutti e 32 con formula piena, dopo nove anni tra indagini e processi ed ora desiderano la giusta riabilitazione: sono i dipendenti della cooperativa «Cearpes», che nel...


CHIETI Sono stati assolti tutti e 32 con formula piena, dopo nove anni tra indagini e processi ed ora della salute psicofisica dei minori ospitati».
desiderano la giusta riabilitazione: sono i dipendenti della cooperativa «Cearpes», che nel frattempo è passata alla gestione della cooperativa «Lilium», accusati di maltrattamenti e sequestro di persona nei confronti dei minori che erano ricoverati nel centro che si trova a Sambuceto. «L'impostazione accusatoria – spiegano i lavoratori in un lungo comunicato in cui rievocano le tappe processuali sopportate – ha condotto alla mistificante e falsa rappresentazione della comunità Cearpes come una sorta di comunità degli orrori ovvero come un lager e luogo di torture, violenze e maltrattamenti per sventurati minori. Tutto ciò è risultato nettamente e clamorosamente smentito e contraddetto dalle univoche risultanze probatorie e processuali, le quali hanno dimostrato che invece l'attività della cooperativa è stata svolta in maniera altamente professionale e del tutto inappuntabile, a tutela e nell'interesse dei minori da essa ospitati, con scrupolo, sacrificio e dedizione continuativi ed indefessi, con risultati terapeutici di significativa rilevanza positiva per i minori stessi, affetti da gravi patologie psichiatriche. Sono stati assicurati il migliore e più appropriato trattamento, cura e terapia dei minori alla medesima affidati, tanto da meritare alla medesima Cearpes l'accredito di un centro di eccellenza a livello nazionale in tali peculiari attività. Il trattamento e la cura dei minori ospitati, per quel che concerne anche le terapie farmacologiche e l'uso della contenzione, sono avvenuti sulla base di un regolamento scritto approntato dai vertici della cooperativa, contenente l'indicazione e descrizione delle mansioni demandate ai singoli assistenti, educatori ed operatori della Cearpes e sulla base di periodici corsi di aggiornamento, nonché
sotto stretto ed assiduo controllo medico, senza che sia possibile ravvisare in essi alcuna violazione delle regole e dei protocolli di carattere sanitario vigenti né dei diritti e
Antonello Antonelli

venerdì 21 marzo 2014

Les principes qui guident l’action des Ceméa

Les principes qui guident l’action des Ceméa




http://www.cemea.asso.fr/spip.php?article2770]

Depuis leur création, les Ceméa s’appliquent à provoquer un double courant de réflexion comprenant nécessairement :
  • une approche théorique qui permet de conceptualiser des pratiques pour les placer dans un espace de réflexion favorable à la confrontation des idées, associé à la recherche pédagogique,
  • une approche pratique qui consiste à mettre en œuvre des idées et à en évaluer les effets dans les différents domaines d’activités des Ceméa. Dans ce processus dialectique, les interventions des Ceméa impliquent une démarche qui associe forcément et la détermination de faire, d’expérimenter, et le souci constant de réfléchir sur leurs propres pratiques.


Siège national Ceméa - Association Nationale
  • 24, rue Marc Seguin 75883 Paris cedex 18
  • Tél. : 01 53 26 24 24 Fax : 01 53 26 24 19





Ce choix à la fois philosophique et pédagogique correspond bien entendu à la détermination permanente des Ceméa d’agir sur le monde, de le transformer et de favoriser ainsi l’épanouissement d’hommes libres et responsables. Ce processus dialectique apparaît donc bien comme une véritable « théorie pratique » du fait social confirmant l’indispensable interaction entre les pratiques et la réflexion théorique. Le militant des Ceméa demeure inévitablement un acteur social, praticien engagé aux différents niveaux des actions qui les concernent. Tout aussi sûrement, il se réfère en permanence à un capital d’idées et d’acquis théoriques accumulés progressivement. La double référenciation ainsi nommée repose toujours sur un fonds idéologique établi à
partir d’un ensemble de valeurs qui ont conduits historiquement à affirmer « les principes qui guident notre action » (Gisèle de Failly, 1957). Mais que deviennent, dans l’actualité contemporaine, les principes directeurs de notre action ?
Aujourd’hui, dans un contexte socio-économique et culturel tourmenté et parfois perturbé où nous sommes fondés à nous interroger sur le sens de notre action, nos valeurs et nos principes demeurent pertinents et en parfaite adéquation avec la réalité. Nous les avons régulièrement confrontés à nos pratiques et aux apports successifs des sciences de l’éducation. Les connaissances nouvelles dans ce domaine, complétées par les apports de la psychanalyse en particulier, ont au fur et à mesure de notre évolution permis de vérifier que nos valeurs et nos principes conservent toute leur validité aujourd’hui. Nous continuons à intervenir pour promouvoir une éducation et une culture pour le plus grand nombre, pour développer la responsabilisation, l’autonomie, la socialisation, pour favoriser la liberté, la citoyenneté et la solidarité. Nos idées, nos valeurs fondamentales, les principes directeurs qui les expriment continuent exactement
à assurer la pérennité et la modernité des projets d’actions de l’association Ceméa. Il est pourtant insuffisant de s’arrêter à cet état de conformité qui n’induit pas évidemment le progrès de nos conceptions et les formes évolutives de nos interventions. Il s’agit beaucoup plus dès lors, dans la diversité de tous nos engagements possibles, et lors de l’ouverture de nouveaux terrains d’intervention, de vérifier d’une façon régulière et permanente la nécessaire cohérence entre ceux-ci et nos repères référentiels. Pour cela, il convient notamment pour l’ensemble des militants de maintenir permanente l’explicitation « des principes qui guident notre action » en prenant en compte de façon régulière les nouvelles connaissances issues des sciences humaines. Pour une meilleure lisibilité de nos principes, il est vraisemblablement judicieux de développer les argumentaires qui les fondent et les justifient aujourd’hui. Par ailleurs, est-il utile de les réécrire alors même que leur sens actuel s’est transformé avec l’évolution de nos idées et de nos pratiques ?

Sommaire Tout être humain peut se développer et même se transformer au cours de sa vie. II en a le désir et les possibilités.

S’il existe des déterminismes socio-culturels, ils ne sont certainement pas préétablis et n’affectent pas immuablement les individus. Bien au contraire, l’état actuel des sciences de l’éducation confirme la capacité de toute personne à se développer et à se transformer. Pour répondre au désir de valorisation des jeunes et des adultes, nous développons résolument :
  • les procédures d’individuation et les processus de responsabilisation et d’autonomie de la personne,
  • les situations d’échanges et d’aides au sein des groupes,
  • les formes d’apprentissages qui se construisent à partir de l’activité et du milieu. C’est assurément au nom de ces valeurs que nous pourrons prétendre une véritable pédagogie de la réussite. Nous nous référons ainsi aux valeurs de liberté et d’égalité auxquelles l’homme aspire, qui se manifestent par notre attachement et notre action pour les droits de tous à l’éducation, à la justice, à la culture, aux loisirs, à l’emploi, à la santé...

Sommaire II n’y a qu’une éducation. Elle s’adresse à tous. Elle est de tous les instants.

La laïcité, pour nous, n’est pas neutralité. Elle est un engagement constant pour la liberté de conscience, d’expression, pour l’émancipation et le combat contre toutes les formes d’obscurantisme et toutes les aliénations. L’éducation « s’adresse à tous », garantit par ailleurs la déclaration de « l’éducation pour tous », c’est une valeur fondamentalement républicaine. Cela signifie aussi notre attachement à la convention internationale des droits de l’enfant et notre action visant à promouvoir et à garantir ces droits. Est affirmée ici la globalité de l’éducation tant dans sa complémentarité de tous les moments de la vie à travers toutes les activités, que dans une complémentarité des différents espaces éducatifs (école, famille, loisirs) qui pourraient s’inscrire dans un projet éducatif local.

Sommaire Notre action est menée en contact étroit avec la réalité.

Le contact avec la réalité implique la prise en compte de l’état actualisé des connaissances scientifiques, sociales, culturelles, économiques et des éthiques. Etre citoyen, faire l’apprentissage de la démocratie, agir pour le respect et la dignité, c’est avant tout accepter et revendiquer pour l’ensemble de nos interventions une prise en compte, et une analyse de la réalité de notre environnement politique, social, économique, culturel, relationnel. C’est à cette condition essentielle que notre action prendra du sens puisque ne se situant pas dans un isolat pédagogique, permettant ainsi de travailler à rendre chaque individu plus conscient de son environnement afin de pouvoir agir dessus.

Sommaire Tout être humain, sans distinction d’âge, d’origine, de convictions, de culture, de situation sociale a droit à notre respect et à nos égards.

Notre respect et notre confiance s’adressent à ce qu’il y a de plus profond chez l’individu, non à l’image superficielle ou aux représentations qu’il donne de lui-même. La première conséquence sera donc pour nous de rechercher la qualité dans tous les domaines de notre travail, quel que soit le public concerné, au-delà des difficultés matérielles, qui pourraient conduire à se satisfaire d’une éducation au rabais. L’interprétation de ce principe nous autorise en seconde conséquence à reconnaître que respect de l’être humain et idéal social se rejoignent dans le même courant humaniste. Il convient donc, dès lors :
  • d’éviter les abandons, les exclusions, la démagogie et, dans le même temps, de s’adapter aux intérêts et aux rythmes individuels,
  • de conduire une lutte de tous les instants, car l’ouverture à la différence et au dialogue avec l’autre n’est pas une inclinaison spontanée des conduites humaines.
Enfin, on ne peut que réaffirmer l’importance de la double injonction induite par ce quatrième principe :
  • Respect d’opinion, car si une idée peut être rejetée, combattue celui qui la véhicule a droit à notre respect.
  • Respect des minorités qui confirme surtout notre option laïque au sens de liberté de conscience et d’impartialité positive.

Sommaire Le milieu de vie joue un rôle capital dans le développement de l’individu.

S’il est fondamental de reconnaître l’importance du patrimoine génétique propre, unique pour chacun, il est tout aussi fondamental d’affirmer le rôle du milieu dans le développement de l’individu. Chaque individu est unique ; chaque individu est semblable aux autres et différent en même temps ; chacun aspire à la ressemblance et à la différence.
Le milieu de vie joue un rôle capital : ceci souligne la nécessité pour l’éducateur d’agir dans la transformation sociale et matérielle du milieu : cet enrichissement rendra possible la valorisation des potentialités de chacun. Comme dans toute situation éducative trois pôles interagissent :
  • le milieu avec ses composantes,
  • la personne avec ses besoins et désirs exprimés et/ou potentiels,
  • l’éducateur avec sa personnalité, son projet et sa capacité à faciliter la mise en relation de la personne et du milieu.
Pour comprendre, explorer, s’approprier, transformer le milieu, il s’agit donc de privilégier les facteurs d’apprentissage de la socialisation de l’individu dans un groupe, de préparer chacun à vivre dans des groupes sociaux, ethniques... variés dans la richesse d’une société multiculturelle. L’atteinte de ces objectifs nécessite :
  • une volonté politique et sociale d’intégration,
  • le développement de véritables solidarités entre les différents groupes sociaux, dans des espaces transitoires, relais permettant aux personnes d’élaborer des outils, des démarches facilitant la construction ou la reconstruction d’une identité sociale. Ces valeurs de solidarité (plurielles dans un quartier, internationales avec les populations exclues des richesses du monde actuel) sont aujourd’hui essentielles. Il nous est difficile d’admettre qu’une personne qui n’a pas eu la chance de naître dans un milieu plus favorisé que le sien ne puisse espérer atteindre la position sociale et professionnelle à laquelle ses capacités et son travail lui permettent légitimement d’aspirer. Nous revendiquons pour elle le droit à l’excellence.
De même, nous ne pouvons ignorer les inéluctables ruptures avec leur milieu d’origine qu’implique une telle promotion pour ceux qui parviennent à l’obtenir. Mais il ne serait pas admissible que ces ruptures, déjà rançon d’un effort personnel important s’accompagnent d’un reniement et d’une culpabilisation vis-à-vis de leur milieu d’origine. Il faut donc aider les personnes concernées, à la fois, à prendre l’initiative de ces ruptures nécessaires pour leur épanouissement socioprofessionnel et à assumer pleinement leur origine pour que ne soit pas terni l’épanouissement personnel auquel elles ont droit, en risquant d’être taxées de trahison. De plus, l’attention à chaque individu, la mise en valeur de ses capacités, l’acceptation des différences, contribuent à la reconnaissance d’une communauté d’idées, d’identités. Un des facteurs essentiels de promotion de ces valeurs dans nos actions réside dans la qualité de la vie quotidienne et la vie collective, préparées, aménagées pour offrir confiance, sécurité, richesse de relations. Le milieu de vie sollicite, éveille, stimule, incite, certes. Il peut aussi empêcher appauvrir, tuer la vie même : des événements, des situations actuellement vécues, l’attestent à l’évidence. Il est donc nécessaire d’entreprendre une réflexion plus large, plus globale, qui prenne en compte la notion d’environnement dans la complexité de ses composantes et la recherche d’une cohérence d’ensemble. Ce qui se traite dans le domaine (en construction) de l’écologie urbaine doit nous aider à mieux poser un certain nombre de questions, à trouver des réponses plus pertinentes. Ces perspectives devraient permettre aux milieux de jouer un rôle positif dans le développement de l’individu et des sociétés. Cela nous conduit à situer l’éducation à l’environnement comme une valeur centrale de notre action. Cette volonté d’approche globale et multiple, la variété d’origine sociale et culturelle entre stagiaires d’une part et formateurs d’autre part est aussi une des approches de la laïcité.

Sommaire L’éducation doit se fonder sur l’activité, essentielle dans la formation personnelle et dans l’acquisition de la culture.

Ce principe fonde l’ensemble de nos actions et, en réfutant la dissociation de l’intellectuel et du manuel, confirme notre conception de globalité de l’activité, de la nécessité pour l’être humain de s’investir totalement. L’activité est globale, l’être y est tout entier engagé. Il y a en lui des potentialités qui se concrétisent dans la réalisation d’activités les plus diversifiées possibles. Le milieu de vie affectif et matériel, doit rendre possible la satisfaction de ses intérêts et par là développer sa personnalité sous tous ses aspects. L’activité permet aussi le développement de capacités nouvelles propres à assurer un accroissement de la maîtrise de l’environnement de la part de l’individu, un enrichissement à la fois moteur, affectif, cognitif et social de ses propres capacités. L’activité est centrale dans notre action. Les évolutions récentes des modalités de pratiques d’activité qui se sont diversifiées, segmentées, nous ont conduit à en préciser le sens. La nouveauté d’une activité, sa pratique ne sont pas le garant de sa valeur, de sa richesse. D’autre part, il ne peut être question de rejet de tel ou tel type d’activité. Ce qui en fonde l’intérêt, c’est la manière dont nous appréhendons ces nouvelles activités à la lumière de nos conceptions.
Tout ceci induit donc un va-et-vient entre théorisation et pratique, sans dissociation. L’intervention du formateur est définie comme une aide à poser les questions, sans inculquer des vérités toutes faites ou des réponses pré-formées ; c’est à la fois l’approche d’une éducation à l’autonomie et une manifestation de la laïcité.

Sommaire L’expérience personnelle est un facteur indispensable du développement de la personnalité.

La prise en compte de l’histoire personnelle est un facteur indispensable dans l’éducation. La conflictualité constitutive de l’être humain s’inscrit dans les significations successives, personnelles ou collectives, inédites ou héritées, qui font de sa vie une histoire. La réappropriation même contradictoire de cette histoire toujours singulière et sociale, fonde la possibilité d’un projet et d’un avenir. Elle constitue l’être humain comme sujet d’un désir qui le transforme. L’expérience personnelle comprise comme la capitalisation des conduites et des actions vécues et analysées est éminemment formatrice. Elle constitue pour l’être humain la véritable attestation de son voyage dans les apprentissages à partir d’un projet d’abord strictement individuel. Accompagnée d’une indispensable réflexion, chaque pratique crée de nouveaux besoins, fait surgir des projets nouveaux et ressentir la nécessité d’apprentissages, contribuant ainsi à l’appropriation des connaissances et au développement personnel. A la confluence de ses pratiques et de sa réflexion, c’est l’acquisition de savoirs et de savoir-faire mais c’est aussi la certitude d’une construction personnelle de son savoir-être d’une création originale de sa personnalité.

Sommaire Parmi nos certitudes, la laïcité.

Conquête relativement récente, la laïcité est toujours menacée, dès lors qu’un groupe particulier entend imposer ses intérêts ou ses convictions propres à l’ensemble de la communauté. La laïcité est plus que jamais un combat et nous le vivons tous les jours. La volonté de préserver l’école, et plus largement les grandes fonctions publiques de toutes les emprises, mais aussi de préserver la vie quotidienne de chacun, est la condition de la liberté de jugement et de conscience que nous revendiquons. Il est inacceptable que l’on puisse assimiler la laïcité à une idéologie comme une autre ou taxer notre volonté d’indépendance, de fermeture comme le laisseraient supposer certaines expressions qualifiant la laïcité : ouverte, plurielle... S’il s’agit de faire entrer à l’école les groupes de pression d’obédiences divers, c’en est fini de la laïcité et de l’ouverture d’esprit, réelle celle-là, qu’elle permet. Et qu’on ne nous parle pas d’intégrisme laïc ou de laïcard ringard « quand on sait que l’intégrisme refuse résolument la distinction du public et du privé, promouvant ainsi une sorte de totalitarisme alors que la laïcité reconnaît comme un principe intangible la liberté de conscience et entend assurer son plein exercice. » La laïcité, pour nous, c’est le combat au quotidien contre l’intégrisme, c’est aussi le combat pour la liberté spirituelle de chacun. C’est le combat contre toutes les formes d’obscurantisme qui fleurissent chaque jour à côté de nous. C’est l’ouverture à la compréhension de l’autre dans l’acceptation des différences et dans le respect du pluralisme sans accepter pour autant toutes les formes d’enfermement dans cette différence. Comment accepter de considérer que le combat de la laïcité serait d’un autre âge quant l’intégration des jeunes de familles migrantes est l’un des problèmes importants de notre société, alors qu’une des réponses se prépare dans le creuset de l’école publique et non dans le creuset d’écoles séparées ?
Nous avons parfois de la difficulté à identifier nous-même ce qui caractérise nos valeurs et nos principes dans nos modes d’action, dans nos outils pédagogiques. C’est- à-dire à définir les conditions à travers lesquelles nous transposons ces valeurs dans la vie quotidienne, dans l’action éducative, sociale, que nous mettons en œuvre. Ce qui, en quelque sorte, nous fonde en acte. Il y a donc lieu de veiller particulièrement à ce que nos interventions, pour convaincre et emporter l’adhésion, puissent s’appuyer sur des actions d’évaluation et de recherche qui les rendent fiables, et mobiliser autour les penseurs comme les scientifiques.
Mouvement d’éducation, mouvement social, les Ceméa doivent rester un laboratoire permanent de recherche et d’expérimentation. Capables de mobiliser les énergies, ils doivent continuer à prendre leur part de la réflexion et de l’élaboration des idées, sous peine de se voir contester leur action, taxée d’idéologique. De même que pour chaque homme l’expérience est la source de la connaissance, les idées des Ceméa ont besoin de se confronter aux connaissances, de les utiliser dans les analyses qu’ils peuvent faire, de se traduire dans les actes quotidiens, en ne se contentant pas d’affirmer, mais en ayant mis en place les outils qui font des activités de tous les jours, les fondements qui nourrissent la pensée dialectique. Si nous ne voulons pas faire en sorte que certains secteurs de notre action puissent apparaître comme marginaux, il faut que nous ayons inventé, construit les moyens qui permettent de les intégrer dans la démarche expérimentale du mouvement. Car c’est au niveau le plus quotidien, à travers des méthodes, des savoir-faire et des outils précis de nos pratiques pédagogiques et sociales - que nous voulons transformatrices - que nous imposerons nos idées dans et par les faits. C’est ce qui fait notre identité et notre spécificité.
Texte écrit après le congrès des Ceméa de Strasbourg en 1992 et diffusé aux militants dans la publication interne au mouvement : Repères et actions



Siège national Ceméa - Association Nationale

  • 24, rue Marc Seguin 75883 Paris cedex 18
  • Tél. : 01 53 26 24 24 Fax : 01 53 26 24 19